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PIANETTI (di poppa e non) il Dom 19 Giu 2011, 11:09 am
Paolo Raddi
Tenente

Se ne vedono di tutti i tipi, ma ....
Io intanto distinguerei tra pianetto vero e proprio e pattino di chiglia.
Pianetto
La sua funzione è quella di "spianare" o "regolarizzare" i filetti fluidi in arrivo all'elica. Il V di carena li rende infatti divergenti e nei mono-motore penalizza leggermente il rendimento propulsivo.
Per sortire l'effetto desiderato, senza influire sull'assetto in corsa, questo tipo di pianetti si deve presentare come un piano inclinato che taglia il terminale del V di carena, determinando quindi una forma triangolare del pianetto. La base del pianetto dovrà essere maggiiore deil diametro elica e l'inclinazione non superiore a 2,5°-3°. Ovviamente i filetti fluidi non dovranno fare "salti" a causa di denti nel raccordo tra pianetto e carena.
Da me sperimentato con successo, ma quelli finora osservati in giro mi appaiono tutti brutte copie, senza senso.
Pseudo pianetti ad incavo determinano addirittura appoppamento a causa della depressione creata laddove occorre maggiore portanza.
Pattino centrale
Com'é noto, la resistenza all'avanzamento è data dalla massa d'acqua spostata dalla carena in corsa. Quindi meno acqua spostata = maggiore V e minor consumo ltr/miglio. La sua funzione è quella di favorire l'emersione della carena. Dev'essere dimensionato col calcolo in base alla spinta necessaria occorrente e quindi in base al peso max normalmente navigante.
E' particolarmente utile in tutte le situazioni con indice di "dislocamento relativo" >220 e spesso anche in carene con deadrise >20°.
Contrariamente alle supposizioni, non rende più duro l'impatto sull'onda.
Osservate in giro soluzioni assimilabili, parziali e comunque di dubbio effetto pratico a causa sia della larghezza sia della lunghezza e sia ancora della sezione adottata.
La soluzione migliore per risultati è quella applicata (in modifica) su motoryacht insieme al mio professore e poi da me sperimentata su 1 RIB da 54 kts.
Io intanto distinguerei tra pianetto vero e proprio e pattino di chiglia.
Pianetto
La sua funzione è quella di "spianare" o "regolarizzare" i filetti fluidi in arrivo all'elica. Il V di carena li rende infatti divergenti e nei mono-motore penalizza leggermente il rendimento propulsivo.
Per sortire l'effetto desiderato, senza influire sull'assetto in corsa, questo tipo di pianetti si deve presentare come un piano inclinato che taglia il terminale del V di carena, determinando quindi una forma triangolare del pianetto. La base del pianetto dovrà essere maggiiore deil diametro elica e l'inclinazione non superiore a 2,5°-3°. Ovviamente i filetti fluidi non dovranno fare "salti" a causa di denti nel raccordo tra pianetto e carena.
Da me sperimentato con successo, ma quelli finora osservati in giro mi appaiono tutti brutte copie, senza senso.
Pseudo pianetti ad incavo determinano addirittura appoppamento a causa della depressione creata laddove occorre maggiore portanza.
Pattino centrale
Com'é noto, la resistenza all'avanzamento è data dalla massa d'acqua spostata dalla carena in corsa. Quindi meno acqua spostata = maggiore V e minor consumo ltr/miglio. La sua funzione è quella di favorire l'emersione della carena. Dev'essere dimensionato col calcolo in base alla spinta necessaria occorrente e quindi in base al peso max normalmente navigante.
E' particolarmente utile in tutte le situazioni con indice di "dislocamento relativo" >220 e spesso anche in carene con deadrise >20°.
Contrariamente alle supposizioni, non rende più duro l'impatto sull'onda.
Osservate in giro soluzioni assimilabili, parziali e comunque di dubbio effetto pratico a causa sia della larghezza sia della lunghezza e sia ancora della sezione adottata.
La soluzione migliore per risultati è quella applicata (in modifica) su motoryacht insieme al mio professore e poi da me sperimentata su 1 RIB da 54 kts.
